Non passa giorno che io non erediti almeno 500mila dollari o euro o sterline, oppure che il mio conto corrente sia sull’orlo di un blocco totale per mancanza di un dato o ancora che il mio biglietto della lotteria mai acquistato abbia vinto il primo premio! Tutto questo mi viene comunicato quotidianamente via email, un po’ di tempo fa in un italiano pieno di errori, ora il tiro è stato aggiustato: l’italiano è perfetto, i loghi anche e la truffa è lì, a portata di un clic. Voi fornite il vostro indirizzo, o la vostra password et similia e credendo di dare finalmente una svolta milionaria alla vostra vita vi accorgete che siete stati prosciugati… Se questa pioggia di messaggi spam è così abbondante significa che ahimé molti ci cascano, ragazzi nessuno regala niente, anzi. Cestinate a piene mani ogni chimerica vincita e sarete più felici.

 

Premessa prima
Luciano Secchi ha presentato diverse querele, alla Perini inclusa, ed è vincolato al silenzio sino a processo concluso. Il passo della giustizia in queste cose è molto lento, bisogna avere una pazienza certosina, ma alla fine chi deve pagare pagherà! :evil:

Premessa seconda
Io non sono vincolata a silenzio alcuno e ritengo di essere stata fin troppo paziente per smentire le diffamanti dichiarazioni della signorina Perini Grazia Maria, scritte nel web e, visto che le cose vanno per le lunghe, ho deciso di non attendere oltre per rivelare i retroscena dei retroscena dell’Editoriale Corno e rispondere alle domande che mi hanno inviato i lettori da diverso tempo.  :-P

Domanda N.1
Perché la Perini, dopo 20 anni, ha insultato così pesantemente Luciano Secchi?
Non è stato difficile appurarlo, lo sanno praticamente tutti gli addetti ai lavori. La Perini è una donna molto anziana, probabilmente sola e acida come ha ampiamente dimostrato. Cerca lavoro. È reduce dalla rcs dalla quale filtrano voci molto poco simpatiche sul suo comportamento in quella casa editrice. La Perini contatta Bonelli e offre la sua collaborazione. Aspetta una risposta che tarda ad arrivare, così approfitta delle precisazioni di Luciano Secchi su Bonelli scritte nella rubrica “ Chez Max “ per fare una sviolinata all’editore sperando che la assuma, vomitando insulti e improperi su Luciano Secchi che l’aveva salvata da una pessima situazione alla Corno, ma la riconoscenza, si sa, non e’ di questo mondo…  :cry:
Bonelli aveva avuto un’anticipazione di quello che gli sarebbe potuto capitare se, dopo averla assunta,avesse dovuto licenziarla.

Domanda N.2
Tu hai lavorato parecchi anni con la Perini alla Corno, la devi conoscere bene, quindi ti chiedo cosa c’è di vero in quello che ha dichiarato sul web?
Niente di vero, tutto inventato di sana pianta. In parole povere sono balle, solo balle, bugie! :evil:  La sua abitudine era quella di millantare, ovvero quella di attribuirsi meriti che erano degli altri. Prendiamo i disegnatori che dice di avere portato alla Corno. Non ne ha portato nemmeno uno!!! Inoltre il suo lavoro non era quello di talent scout, ma di controllo delle traduzioni specialmente quelle dei super-eroi Marvel. Teniamo ben presente che al tempo la Corno era sulla cresta dell’onda e fuori c’era la fila della gente che voleva collaborare, altro che andare in giro a cercare collaboratori. ricevevamo pressioni e raccomandazioni da ogni dove !!!

Domanda N.3
Stentiamo a credere che la Perini abbia anche lontanamente collaborato alla nascita di Alan Ford.
Questa è una email tipo inviata da lettori tranquilli, ora passiamo a quelli più sanguigni, ecco la più morbida:

Domanda N.3 bis
Ma quante idiozie bisogna leggere dalla Perini? Cosa aspettate a denunciarla per falso storico e grave offesa al buon gusto di tutti i veri lettori di Alan Ford? Io sono uno di quegli sfigati che ha letto un Kriminal (pagato anche caro su una bancarella) sceneggiato dalla Perini, faceva venir voglia di vomitare!
Sinceramente non so se biasimare la Perini o compatirla. Forse entrambe le cose. Fa pena constatare che non ha nemmeno il senso del ridicolo! Poveretta!

Domanda N.4
Ma è vero che la Perini correggeva le sceneggiature di Alan Ford?  8-O
Non è mai esistito il verbo correggere nelle sceneggiature, chiunque le scrivesse, ma un controllo esisteva solo per la sequenza delle pagine, per i quadri ed eventualmente per gli errori di battitura. Ecco un altro esempio di balle che raccontava, presentarsi come correttrice lei che non era nemmeno laureata, ma aveva un diploma di maestra di qualcosa mi pare. Questo si chiama millantato credito, cioè fare credere di essere quello che non si è. In genere il controllo sceneggiature di Alan Ford lo faceva Gabriella Forni che era laureata in letteratura ed era la segretaria di Mr. Secchi.
A tempo perso l’ho fatto anch’io, laureata in architettura, poi il controllo l’ha fatto anche la maestrina Perini, ma l’unica cosa che poteva fare era vedere se i numeri delle pagine erano in sequenza e che il numero dei quadri corrispondesse.

Domanda N.5
È mai possibile che Magnus desse fastidio a Max Bunker e che fosse così amico con la Perini?
Io non ho mai sentito la Perini parlare bene di qualcuno, ma dalla sua bocca sono sempre uscite delle grandi maldicenze, e questa ne è un lampante esempio.
Le sue sono cattiverie gratuite, delle grandi balle come quella che fosse così tanto amica di Magnus. Io non lavoravo ancora alla Corno quando Magnus abitava a Milano, ma le ragazze di redazione mi hanno detto che nessuna si era accorta della grande amicizia tra i due, anzi ricordavano alcune pesanti malignità della Perini nei confronti della vita privata di Magnus.

Domanda N.6
La Perini parla degli ottimi rapporti che aveva con Andrea Corno, come mai allora andò via?
Andrea Corno voleva licenziare in tronco la Perini e questo non depone a favore della favola degli ottimi rapporti tra i due. Se la Perini non venne licenziata lo deve solo a Luciano Secchi che intervenne verso l’irritatissimo editore chiedendogli di accettare delle dimissioni, per non pregiudicare le di lei possibilità di lavoro presso altre ditte. Alla fine Corno accettò e la Perini chiuse ogni rapporto con la casa editrice.  :-D

Domanda N.7
È mai passibile che dopo più di vent’anni la Perini attribuisca a Max Bunker una parte di quello che invece aveva scritto lei e che poi in fin dei conti non dice niente di straordinario?
Anche qui pubblico due modi diversi di toccare il discorso. La prima è una email tipica di un lettore tranquillo. Ora passiamo a quello più vivace. :mrgreen:

Domanda N.7 bis
Ma chi è quel disperato che ha dato spazio alla Perini e alle sue stupidate? Sono sproloqui di una disturbata e comunque chi se ne frega della sua ritrattazione ?!?  :-|
Una persona più arguta di me ha detto “Forse la Perini pensava che il Corriere della Sera accantonasse tutti gli articoli della crisi economica e dell’euro e mettesse in prima pagina a titoli cubitali PERINI RITRATTA con tanto di foto e dettaglio della importantissima ritrattazione “Poverina, non si è resa conto di sprofondare nel ridicolo?”

Domanda N.8
Quale fu il motivo per cui venne affidata alla Perini la direzione di Eureka?
risposta parte prima
Luciano Secchi era stufo di gestirla. Inoltre per il 90 per cento la rivista era già fatta dovendo rispettare i contratti con le agenzie rappresentanti i vari personaggi. La decisione maturò anche perché Linus, nostro simpatico rivale di sempre, aveva promosso a direttore una donna, Fulvia Serra, donna di elevate qualità intellettuali e notevoli capacità editoriali. Il paragone con la Perini non teneva, ma sulla scia di un femminismo di facciata la Corno seguì l’esempio della Milano Libri. Le perplessità erano tante ma Luciano Secchi disse: “praticamente la rivista è già fatta, bastano due righe di rubriche, potrebbe dirigerla anche il nostro portinaio“ e a chi era riluttante sulla scelta della Perini, sempre Luciano Secchi rispose: “non vedo quali danni possa mai combinare“.
risposta parte seconda
Invece, mi spiace dirlo, ma Luciano Secchi si sbagliò  :-(. Le vendite di Eureka si erano stabilizzate sulle 25 mila copie, che erano in pratica il suo breakeven, avendo dei costi di gestione piuttosto elevati. La rivista era fatta per il 90 per cento, ma nella parte rubriche la Perini pensò bene di schierarsi, scrivendo con il suo stile viscerale, dalla parte dei radicali, svolta che non piacque al pubblico, e ci fu uno scivolone nelle vendite che furono praticamente dimezzate, sulle 12 mila copie vendute. Andrea Corno richiamò Luciano Secchi alla direzione. La Perini invece di riconoscere le scelte sbagliate scrisse una lettera zeppa d’insulti di rara volgarità, una lettera che avrebbe dovuto essere quella tradizionale di commiato, che invece accusava Luciano Secchi di avere ordito chissà quale trama per riprendersi la direzione di una rivista che non lo interessava più. In pratica la Perini voleva ignorare la legge dei numeri che le dava totalmente torto e, come suo costume, inventava un po’ di balle per distogliere l’attenzione dal vero problema. Luciano Secchi voleva pubblicarla integrale per dimostrare al pubblico lo stile e la classe della Perini, ma Andrea Corno non volle e obbligò la direttrice uscente a mitigare i suoi improperi.
risposta parte terza
Per rilanciare Eureka caduta così in basso Luciano Secchi ebbe due idee brillanti, più una. La prima fu quella di acquistare i diritti delle strisce quotidiane di Uomo Ragno disegnate da John Romita, la seconda di fare le copertine con dei fotocolor degli interpreti del fumetto e la inaugurò con una simpatica foto di Stan Lee. La più una fu che, finalmente, mi vennero affidate le copertine di Eureka, che realizzai con un montaggio dei disegni sulla fotografia. L’idea funzionò eccome e, come per magia, non solo le vendite tornarono quelle di prima, ma si guadagnarono parecchie copie andando a sfiorare le 40 mila.

Domanda N.9
Questa la faccio io a me stessa, capirete il perché leggendo tutto quello che segue. Come sei entrata all’Editoriale Corno?
A quel tempo io frequentavo l’università, la facoltà di architettura, erano momenti molto burrascosi. Mia madre e la madre della Perini avevano una conoscenza in comune, così parlando del più e del meno, saputo che avevo una bella calligrafia, e che la Corno cercava calligrafi mi proposi. Conobbi la Perini solo di sfuggita e per diverso tempo scrivevo a casa il lettering dei super eroi guadagnandomi dell’argent de poche. Per me era molto rilassante e più che lavoro era uno svago tra un esame e l’altro. Una volta laureata dovevo inserirmi nel mondo del lavoro. Amavo la grafica, ma non l’architettura d’interni e mentre mi guardavo intorno, sempre tramite il canale delle madri, seppi che la Corno cercava un grafico. Ancora una volta mi proposi. La Perini mi presentò a Luciano Secchi che mi fece un terzo grado coi fiocchi, esaminò le mie proposte di impaginazione e i layout, gli piacquero e diede disposizione di assumermi in prova.  :-o

Come ti sei trovata a lavorare con la Perini?
Malissimo, per fortuna è durata poco. Io ero stata assunta in prova dalla Corno come grafica e la Perini mi disse che non era il caso che io disturbassi Luciano Secchi per l’approvazione dei miei lavori. Dovevo farli vedere a lei, così le mostravo le impaginazioni che facevo per Eureka che non andavano mai bene. Le chiedevo di dirmi cosa non andasse bene e lei rispondeva di farne altre diverse. Capii subito che non sapeva che pesci prendere, che non era all’altezza del posto che occupava, che non aveva idee e quindi non sapeva dare alcuna spiegazione. Chiesi inoltre alle ragazze della redazione se Luigi Corteggi, il mio predecessore, fosse passato tramite la Perini o se avesse avuto un contatto diretto con Luciano Secchi e così era infatti. La Perini, pur di creare una piccola sacca di potere personale, appesantiva il lavoro e, di fatto, lo frenava visto che non aveva idee chiare.  :-?

Come ti sei trovata a lavorare con Luciano Secchi?
L’ho messa in seguito alla precedente per giusta sequenza. Io ero in prova alla Corno ma anche la Corno era in prova per me, così andai da Luciano Secchi e gli parlai molto chiaro. Se dovevo dipendere dalla Perini era inutile che continuassi la prova perché la Corno non sarebbe andata bene per me e gli spiegai le mie ragioni. Sfondai una porta aperta. Convocò subito la Perini e le disse che da quel momento in poi io dipendevo direttamente da lui. Lei arrossì, ma farfuglio solo un “va bene”, a quattrocchi poi mi fece dei commenti salaci, ma lasciai perdere. Lavorare con Luciano Secchi fu come passare dal buio della notte, a una giornata di pieno sole! Luciano Secchi aveva mille idee, ma mi lasciava spazio per esprimere le mie. Mi dava dettagliati consigli e aveva un grande senso dello humour, più che un lavoro era un divertimento!  :lol:
Questa l’ho messa perché la Perini sbraiterà senz’altro nel suo stile garbato ed educato, d’avermi trovato lei un lavoro, che mi sono tenuto stretto lavorando e sodo.
Per ora finisco qui anche se ci sarebbero tanti altri retroscena da svelare. Avete notato che la Perini ha come testimoni sempre dei defunti? La sua straripante amicizia con Magnus non può essere smentita da Magnus ma neanche confermata, la stessa cosa vale per il grande rapporto con Andrea Corno.
C’era una battuta sulla Perini che girava alla Corno, proveniva dall’amministrazione anche se non si è mai saputo chi ne fosse il padre (o la madre). La battuta recitava cosi: “Finché stava zitta la Perini era decorativa, quando s’è messa a parlare ha rovinato tutto”.  :cry:

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